La disoccupazione continua a macinare nuovi record, riportando l'Italia indietro di oltre un decennio. L'allarme lavoro non dà tregua. Anzi, con l'inizio del 2012 l'emergenza diventa ancora più acuta. Nel primo trimestre il tasso sfonda la soglia della doppia cifra e tocca il 10,9%: un valore così alto non si vedeva dal 1999, ovvero da 13 anni. L'esercito di chi è in cerca di un lavoro si allarga e arriva a contare 2,8 milioni di persone, il livello massimo del 1993, da quando è iniziata la serie storica. A pagare il prezzo più alto sono ancora una volta i giovani, con i disoccupati under 25, pari a 631 mila, che salgono al 35,9% , raggiungendo un altro record storico. In particolare impressiona il picco del 51,8% registrato per le donne del Mezzogiorno tra 15 e 24 anni. La fotografia scattata dall'Istat sul mondo del lavoro è "drammatica". Anche guardando ai dati provvisori su aprile lo scenario non migliora, con il tasso di senza lavoro che si mantiene sopra la soglia del 10%, precisamente al 10.2%. La piaga, però interessa tutto il Vecchio Continente, dove il tasso continua ad aggiornare i suoi massimi, salendo all'11% nell'area euro. Nel periodo che va da gennaio a marzo le persone a caccia di un impiego salgono su base annua di oltre 640 mila unità. Un'impennata simile l'Istat la rileva anche per aprile (+31%). Anche l'occupazione non dà segnali incoraggianti: nel primo trimestre torna a scendere dopo oltre un anno, a calare sono i lavoratori italiani (-155 mila unità), mentre va un pò meglio per gli stranieri.
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